Archivi del mese: dicembre 2012

La vecchina di 92 anni e gli auguri di buon anno…

Non vedevo la mia vicina di casa, una vecchietta di 92 anni da settembre, quando ho scoperto di avere un tumore al seno.
Sapevo che lei aveva sofferto molto per una figlia morta proprio di questo male in un’età abbastanza giovane e non volevo mandarla nel panico.
Per cui l’ho accuratamente e gentilmente, cercata di evitare (tipo aprire la porta con le chiavi senza accendere la luce… non prendere l’ascensore ma salire le scale a piedi per evitare di fare troppo rumore… entrare in casa furtivamente per non vederla subito dopo far capolino dalla porta…).
Insomma per circa quattro mesi, non l’ho incontrata (anche perché sono stata in ospedale e bla bla bla)
Stamani mi sono voluta fermare per spiegarle il motivo per cui non mi incontrava più da tempo.
Mi siedo in cucina con lei, e le racconto la mia storia.
Lei ascolta attenta come una ragazzina di 20 anni e commenta con testa e pensieri lucidissimi.
A un certo punto mi guarda e mi dice: ‘mi dispiace tanto… ma dove c’è l’avevi di preciso? Al seno?… Ah! E ora ve lo rifanno subito???’
Io rispondo: ‘Si, al seno… e si, me l’hanno rifatto subito… Vedi?’
E le mostro le mie poppe sotto il giubbotto.
E lei: ‘ah, be’ cominciano sempre da li e poi si spostano da tutte le altre parti! Ma oramai non si muore più! Almeno dicono così! Via buon anno!!!’

Me ne sono uscita da quella casa domandandomi il motivo per cui ci ero entrata…
Nel frattempo ho cercato di toccarmi le palle… ma non le ho trovate!!!

Certo che sono proprio scema… Mi sono rifatta le poppe ora, oh come faccio ad avere le palle???
Mica sono un travestito!
Via su chiudiamo in bellezza questo magnifico anno…
Buon anno a tutti!!!
Ciao!
🎉😊😃🌟✨👍✌🍀🔝

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Dai tempo al tempo.

Dai tempo al tempo.
E trova dentro di te la forza per essere felice.
Felice di te stessa.
Nessun legame a cose terrene tranne che al tuo straordinario modo di essere.
E alla tua bellissima creatura che ti difenderebbe a spada tratta sempre e di cui sei l’unica vera proprietà.
Felice di essere di sua proprietà.

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Buon Natale e Buon Anno

Sono riusciti a portarmi a passare il Natale in campagna… connessione sotto i piedi… nebbia a non finire… freddo più che sufficiente…
La cosa importante è che sto meglio 🙂
Babbo Natale quando arriva resterà di stucco! Di sicuro non si immagina di trovarmi con le poppe identiche a prima!
Via, vi faccio anche gli auguri di Buon Natale adesso, perché in questo momento sono in un punto dove c’è rete… più tardi nn so… Auguri di Buon Natale e Buon Anno a tutti, belli e brutti!!!

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‘Casanova’ è volato via dopo 18 giorni

Come sto?
Il mio chirurgo preferito (perché professionalissimo e bravissimo) oggi mi ha ridato vita.
E ha aggiunto che ho anche un bel sorriso 😊
‘Casanova’ non sarà con me a Natale… Adieu mon ami’!
Sei stato uno dei pochi a mantenere la parola e non abbandonarmi neanche un secondo in questa avventura…
Bon voyage. ✈

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La paura fa paura a chi hanno insegnato che bisogna avere paura

Dicembre 2012.
Ho cercato di capire cosa allontana e cosa avvicina da me le persone, in questo periodo della mia vita, pieno di colore rosso dalle mille sfumature.
Ecco.
Le risposte che ho trovato non sono molte e soprattutto sono raggruppate in gruppi ben distinti.
Sono riflessioni, soltanto riflessioni.

I chirurghi che ho conosciuto nel mio breve soggiorno invernale presso il rinomato albergo a cinque stelle denominato “Careggi” sono quasi TUTTI UOMINI.
Il chirurgo con cui ho parlato e a cui ho rotto le scatole per fare l’intervento come volevo io (poppe “cadenti”, ma naturali e non poppe sotto il mento senza più naturalezza) è un uomo.
Tutti i vari dottorini del caso che mi incontrano durante le medicazioni sono uomini.
Il chirurgo che si occupa del prelievo del tessuto ovarico è uomo.
Insomma, una vera e propria banda di piselli!!!

Bene, fino a qui niente da dire.
Il punto, sono gli uomini che non si trovano in quel reparto ospedaliero.
O meglio, sono quelli che girano intorno alla mia vita.

A ‘loro’ il colore rosso non piace molto.
Mio fratello non ne può sentir parlare.
Mio cugino sviene sempre appena lo vede.
Mio babbo se potesse non guarderebbe (ma siccome deve, si fa forza e cerca di superare la cosa).
Mio marito non se ne parla.
Gli amici, anche quelli che sembravano più adatti all’occasione, si sono ritirati tutti, pian piano.

Le donne invece, sono fantastiche.
Per loro il rosso è il colore perfetto.
Con loro, si può parlare di tutto TUTTISSIMO.
Anche troppo forse!!!

E qua nasce il problema fondamentale.
Perché gli uomini si allontano?
Perché non affrontano come le donne certe situazioni?
Se la vita dovesse basarsi su come gli uomini affrontano il dolore o la vista del sangue o le operazioni varie a cui le donne si devono per forza di cose sottoporre durante la loro vita (ad esempio il parto) saremmo veramente messi male.
E se le donne dovessero scegliere il loro compagno in base alla resistenza a queste situazioni, sarebbero sicuramente tutte lesbiche!!!
Le donne sceglierebbero le donne, non c’è dubbio!

E invece vogliamo che siano gli uomini a starci vicino, gli esseri meno adatti sulla faccia della terra.
Quando l’uomo cresce, la società lo stimola a essere forte fisicamente e duro sentimentalmente.
E poi scivolano a culo ritto su un pò di sangue versato!!!

Oh santo cielo!
La situazione non è piacevole per una donna che deve affrontare un problema legato al proprio seno e alla chirurgia oncologica.

Ma io sono arrivata a una conclusione.
Gli uomini hanno paura.
E quelli che sono vicini vicini a te, sono quelli che di paura ne hanno più di tutti.
Hanno paura di perderti, ma il fatto stesso di essere uomini li induce a essere forti e non te lo dicono. Quindi:
PAURA + RIGIDITÀ = UOMO COGLIONE E IMBRANATO

Allora.
Se ci fermiamo a questa semplice operazione matematica, potremmo dire basta al genere maschile.
Ma se usciamo dalla realtà dell’ospedale, coloro che ti sono vicini, riprendono tutte le attività della vita e si rivestono di quel ruolo che gli hanno ben insegnato da piccoli.

Mi dispiace, non c’è niente da fare.
Gli uomini sono come l’inglese.
Limitati, ma alla fine necessari.
L’importante è non aspettarsi mai troppo.
Allora si, sicuramente ci stupiranno.

Se devo perdonare, io perdono.
Purché si continui a crescere insieme.

Peace and love.
🙂

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Casanova, il drenaggio da passeggio.

Fufi.
Non mi è mai piaciuto chiamare gli animali con nomi così stupidi.
E tanto meno i drenaggi da compagnia.
Non ci avevo proprio pensato a farmelo amico, questo drenaggio, che sta con me ormai da 14 giorni.
Fisso fisso, giorno e notte, con il suo colore rosso vino che non accenna a smettere neanche un secondo.
L’ho messo in una bella borsettina di marca che porto sempre a tracollo come se dovessi uscire a far la spesa da un momento all’altro.
Ogni volta che vado al controllo il chirurgo lo guarda sbalordito e mi dice:’Eh! Mi dispiace ma questo te lo devo lasciare per un altro po’!’
E io che già lo sapevo non me ne faccio né qua né la’.
Mhhh, però qui la cosa si fa seria.
Mi sa che ‘Fufi’ anzi no lo chiamerò ‘Casanova’, starà con me anche a Natale… e non so se Babbo Natale riuscirà a portargli qualche regalo… Non glieli abbiamo scritti nella letterina!
UUUUUUUFFFFFFFFFFFFAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!

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Ho voglia di… di… di… MA NON POSSO!

Ho voglia di fare ginnastica.
Ma non posso!
Ho voglia di andare a nuotare.
Ma non posso!
Ho voglia di correre.
Ma non posso!
Ho voglia di alzare il braccio e farlo girare in avanti e indietro velocissimo come si faceva alle medie durante l’ora di ginnastica per riscaldare i muscoli.
Ma non posso!
Ho voglia di fare gli addominali fino a stancarmi da morire.
Ma non posso!
Ho voglia di andare in bicicletta.
Ma non posso!
Ho voglia di tornare a casa.
Ma non posso!
Ho voglia di… di… di…
MA NON POSSO!

Certo che è proprio una figata… Quando ti impediscono di fare le cose più banali della tua vita, è proprio il momento in cui senti l’impellente necessità di farle.
Quando riesci a sovrastare questi fortissimi desideri e ‘accetti’ di non poterle fare (almeno momentaneamente) cresci nell’anima e nello spirito e diventi un ‘pochino’ più saggio.
E metti un’altra pagina nel libro che la tua vita sta scrivendo sopra di te.

(Il bordello d’alta classe, stanotte non l’ho proprio sognato, ma ci sto pensando seriamente…!!!)

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Realtà o finzione?

Avrei un desiderio.
Domani mattina vorrei svegliarmi e scoprire che è stato tutto un brutto sogno.
Vorrei guardare i miei ‘tre’ figli che ancora dormono nel lettone e sorridere felicemente al mio ‘splendido’ marito, con la musica che mi segue mentre attraverso il soggiorno di casa, che sberluccica di luce propria come quello del Mulino Bianco… Chiaramente vestita di una leggera e corta camicia di seta bianca, che lascia intravedere il seno nudo come madre natura l’ha progettato e realizzato.
Realtà o finzione?
Finzione.
Che palle.
Buonanotte.

Ps. Almeno speriamo di sognare di essere la padrona di un bordello d’alta classe! Aribuonanotte. 🙂

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10 giorni dopo l’operazione: ecco la verità.

Oggi sono 10 giorni che mi sono operata e piango ogni sera per il dolore che provo e mi sveglio ogni mattina sentendo che il mio corpo durante la notte ha lavorato bene.
Ma tutto questo non mi basta.
In questo periodo di ‘esposizione in vetrina’ ho conquistato il cuore di molte persone, che mi hanno inviato il loro numero di telefono.
Ragazzi/e, uomini e donne, di svariate età, mi hanno scritto dicendomi di essere affascinati da me e dal mio coraggio.
Io non penso di aver coraggio.
Penso invece di essere una persona semplice, che non si vergogna a raccontare la sua verità e credo di essere emotivamente molto debole.
Ho in sospeso una colazione, un caffè, una gita in svizzera, una visita di bentornato a casa mia, un incontro a Monza.
Ma non mi interessa nessuna di queste persone.
Ho già la normalità fatta persona accanto a me.

Non so chi ci fosse fuori dalla sala operatoria. Ipotizzo.
Ma lascio alla mia mente immaginare che ci fosse un sacco di gente.
Non ho mai chiesto a mia mamma chi fosse li e da quanto tempo.
So di sicuro che lei era li dall’inizio alla fine.
Mi basta.

Ho paura di non riuscire a farcela a uscire da questa situazione.
Soprattutto adesso, dopo l’intervento perché non posso più contare sul mio fisico al 100%.
E non c’è nessuno che può capirmi, nessuno di tutti questi ‘volatili spasimanti’ che possa capirlo.
Loro vedono le mie foto, leggono i miei pensieri dettati dall’assurdità del momento e mi reputano interessante.
Mi scrivono grandi cose.
Mi corteggiano.
Mi sostengono.
A me a piace essere corteggiata, da loro, dai medici in ospedale, dalle donne, da tutti, ma la vera realtà è che a me, in questo momento, non mi interessa nessuno.
Io non mi sentirò mai più come prima.
Non riuscirò più a essere completamente padrona del mio corpo.

Ho chiesto al chirurgo se potrò tornare a nuotare.
La risposta è stata: ‘per ora devi solo stare ferma’.
Ne’ si, ne’ no.
Ne’ si, ne’ no.
Forse, e solo forse.

Non sento niente.
Al seno, al braccio, è tutto insensibile.
Non riesco ad alzare il braccio.
Ogni giorno che passa, si restringe la superficie insensibile e si allarga lo spazio di ‘ciccia’ che riprende pian piano sensibilità.
E mi pizzica. Molto.

Oggi sono riuscita a toccarmi sotto l’ascella, uno dei punti più doloranti che ho.
Ipotizzo che ci possano essere terminazioni nervose, infiammate dall’esportazione del primo linfonodo.
Ma ipotizzo, perché in realtà non so che cavolo succede dentro di me o cosa causa il dolore.

Le persone che vengono a trovarmi, non credo che riescano a capirmi,
Ridono, scherzano, ma non sanno un cazzo di quello che provo.
Io ironizzo.
Quando sono sola mi sento stupida.

Ogni volta che vado a letto prendo un antidolorifico.
E lo prendo anche alle 4:00 quando mi sveglio la notte con la nausea senza riuscire a riaddormentarmi.
E ogni volta che provo dolore ho solo voglia di avere qualcuno accanto, qualcuno che abbia voglia di farmi capire ogni giorno che passa, quali parti del mio corpo hanno riacquistato sensibilità.

E, che soprattutto, mi faccia sentire donna.

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Se vi dicessi che traguardo ho raggiunto stamani…

Se vi dicessi che traguardo ho raggiunto stamani… 🙂
No, niente domande! Immaginatevi le basi primordiali dell’esistenza, quando le scimmie hanno capito che con le mani potevano fare molte cose e che potevano usare le gambe per alzarsi in piedi… Ecco, una cosa del genere.
E poi mi dicono che oggi nevicherà, che sarà il giorno più corto dell’anno, che le strade sono piene di traffico, e che io sto facendo tardi alla visita di controllo a Careggi per tutti questi motivi messi insieme…
Bè, io vi risponderò che ho un reggiseno bianco nuovo.
Stessa taglia di prima.
E con questo, mezza parte della mia giornata è andata.
Buon lavoro 🙂

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