I miei amuleti

Stare in ospedale è impegnativo.
Mi son portata 3 libri, 2 film, un lettore mp3, l’iPhone, un quaderno per disegnare… e volete sapere cosa ho fatto oggi?
Tante tante tante, passeggiatine.
Si rinizia da zero e si ricomincia pian piano a conquistare le tappe che ti separano dalla tua solita ‘normalità’.
E anche riuscire a percorrere i tre metri che ti dividono dal bagno con le tue gambe, senza svenire a metà strada, è una grande conquista.
Sono svenuta in media tre volte al giorno fino a ieri (mercoledì 5 dicembre, tre giorni dopo l’operazione).
Emoglobina sotto i piedi.
Incredulità dei medici per una reazione fisica del genere a un intervento non così esagerato, come quello che ho subito io.
Ogni cosa che ho portato con me qui al letto numero 3 del padiglione 8b delle cliniche chirurgiche, è un piccolo amuleto.

Ecco i libri:
‘Hack! Come io vedo il mondo.’ di Margherita Hack, Barbera Editore.
L’ho comprato per me, perché trovo affascinante scoprire la vita di personaggi che non hanno mai guardato la vita nella sua estetica o superstizione, ma solo per la realtà dei fatti.

‘9 algoritmi che hanno cambiato il futuro’ di John Mac Cormick, Apogeo.
Mi ha interessato subito per l’aspetto da nerd del web che mi lanciava questo libro quando l’ho visto in libreria a Milano. L’ho voluto e l’ho fatto mio.

‘Ebano’ di Ryszard Kapuscinski, Universale Economica Feltrinelli.
Questo libro me lo hanno regalato per caso, pochi giorni prima dell’intervento. La sua funzione di amuleto è diventata fortissima.

Ecco i film:
‘The Social Network’ sulla storia di Mark Zuckerberg
Mi affascinano le storie semplici, con personaggi che coltivano le loro passioni che diventano sogni reali.
La storia di Zuckerberg mi affascina molto.

‘7 days in Havana’ questo film fu consigliato in rete da una persona molto appassionata di cinema e non mi sono persa l’occasione di scaricarmelo e guardarlo.
Concordo sul fatto che è molto bello.

Il lettore mp3 è una bella storia.
Quando ho saputo che dovevo andare in ospedale ho pensato che avrei dovuto avere un lettore mp3 per ascoltare la musica. Ho parlato di questa cosa con alcune persone che avevo vicino e una di queste mi ha stupito.
Mi ha trovato un lettore mp3 in prestito, pieno di musica. 8 giga!!! Ho passato tutta la notte dopo l’operazione a drogarmi di musica nel tentativo di confondere il mio cervello che fosse quello l’anestetico che non mi faceva sentire il dolore. Ha funzionato.

L’iPhone.
Capitolo a parte.
La mia connessione con il mondo.
La linfa che mi ha aiutato a tenere su il morale per tutto il tempo.
È qua che ho salvato i film, e un po’ di musica, con il quale mi connetto alla rete, su Facebook, al blog e riesco ad aggiornare i miei mille profili e comunicare con le tante persone che mi hanno sostenuto in questo periodo.

Il quaderno per gli schizzi.
Disegni immaginati che mi riportano a sensazioni belle.
🙂

Vorrei avere il tempo di usare tutto quello che ho portato con me in ospedale, ma per fortuna me ne andrò prima di aver letto tutti e tre i lbri o di aver ascoltato tutti gli 8 giga di musica.
A questi oggetti ho voluto dare un significato particolare che mi ha aiutato in questa situazione.
Significati legati a ricordi, a persone, ad affetti.
E chi ne è protagonista non può non riconoscersi nelle loro descrizioni.

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Categorie: Careggi, l'ospedale, Frasi corte, Le tappe dell'operazione | Lascia un commento

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