I viaggi della speranza

Se la matematica non è un’opinione…

Se la matematica non è un’opinione (screditatemi pure se sbaglio), 3 rispetto a 5 è più di 2.
E io ne sono super felice!

Vi ricordate Monza?
Vi ricordate quante volte ci sono andata?
Ebbene.
Tutto ha avuto il suo senso logico.
Ho sofferto e speso una marea di tempo e soldi per andare tra viaggi e albergo,
ma sono riuscita a farmi prelevare e congelare 3 DICO 3 ovociti maturi.
Cosa significa?
Significa che ho 3 possibilità di avere un altro bambino.
Poi bisogna vedere se avrà voglia di nascere, ma intanto io sono riuscita a congelare un pezzo di me.
Ne avrei dovuti congelare 5 per avere la certezza che le cose andassero come vorrei.
Ma la natura ne ha salvati 3.
In fin dei conti anche a scuola avevo la media del 6-7. Niente voti eccellenti, tranne in qualche caso.
L’eccellenza l’ho raggiunta nella vita.
Per cui, sono sicura che sarà un bambino bellissimo.
Anzi, una bambina.
🙂

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Il viaggio della speranza

Martedì 6 Novembre 2012 ore 8:04

Il viaggio della speranza è cominciato stamani alle 7:00.
Facciamo anche questo.
Magari le cose cambiano o peggiorano o migliorano.
Non si sa.
(e certo che non si sa, fino a che non sono la! Quando scrivo queste cose mi darei il premio nobel da sola…!!!)

Usciamo dalla provinciale Firenze e andiamo nella metropoli, Milano. Vediamo se le risposte di oggi saranno diverse.
Mi sembra di essere agli inizi del ‘900, quando gli italiani facevano la valigia e partivano per l’America in cerca di fortuna.
Ebbene si.
L’ho fatto anche io.
L’ho preso anche io il gommone della speranza.
Quello che ti serve ad andare da un paese senza certezze a uno dove le certezze ci sono solo per chi ci nasce.
Che cerco?
Risposte, confronti, altre parole, che magari dicano la stessa cosa che so già.
Ma me le voglio sentire dire ancora, ancora e ancora.
Perché in sala operatoria ci devo andare io.
E devo consapevolmente salirci io su quel lettino bianco e duro, e devo consapevolmente stare io ferma ad aspettare al freddo (secondo me paragonabile solo a quello che senti quando ti hanno appena sepolto dentro la tua tomba) e che ti entra nelle ossa e le trapassa.
Nel frattempo in cui pensi a tutto questo, aspetti il tuo turno per entrare in sala, aspetti che i DOTTORI abbiano finito con la poverina che ti precede.
(è un po’ come essere in coda al supermercato, identico…!!!)

Non ci si può fare niente se siamo umani e abbiamo bisogno di speranza…
Io sono umana.
Ho bisogno di speranza.
Ditemi ancora altre parole, cari dottori.
E tra quelle parole, subito dopo avermi detto ‘lei vivrà per altri 100 anni’, non scordatevi di sorridere e di inserire la frase ‘lei potrà avere ancora figli dopo tutto quello che le faremo. Non si preoccupi.’

No, io non mi preoccupo.
O forse si.
Un po’ si.
Lasciatemi preoccupare.

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