Le tappe dell’operazione

1+1+1+1=4 ognuno fa la sua parte e io sono una persona molto esigente…

1+1+1+1=4
ognuno fa la sua parte e io sono una persona molto esigente…
Tutti sono necessari nessuno è indispensabile. 🙂

Domani mattina alle 9:30, quando entrerete a lavoro, io sarò appena uscita dalla sala operatoria per la seconda volta negli ultimi due mesi.
🙂 meno male! Stavolta mi penserete a intervento finito 🙂

La cosa più bella prima di un intervento in sala operatoria, è farsi prestare un lettore mp3 pieno di musica caricata da qualcun altro e ascoltarlo appena svegliati dall’anestesia… goduria immensa…
Tommi stavolta il grazie va a te 🙂

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Filibustiere di primo ordine.

” Può darsi che nella rara occasione in cui per seguire la giusta rotta ci voglia un atto di pirateria, la pirateria stessa, sia la giusta rotta.”
(I pirati dei Caraibi)

La nave dei pirati che mi ha rapita, sta viaggiando lungo il fiume a grande velocità.
Dicono che arriveremo a destinazione martedì mattina 22 gennaio, alle ore 8.
Il capitano mi ha spiegato le sue intenzioni nei miei confronti e anche se ho già avuto a che fare con questi filibustieri, l’avventura stavolta sembra nn finire.
E non posso scendere da questa nave.

Ci sono degli attrezzi di primo ordine nella stiva… dicono che li useranno tutti, appena giunti a destinazione.
Sulla mappa sono indicati i punti dove troveremo le pepite d’oro e diamanti. Prenderemo soltanto quelli.
Collane di perle, fili dorati o intrecci simili, li lasceremo sulle isole.
Si, perché il tesoro è sparso su varie isole, tutte molto vicine, ma sarà comunque un pericoloso saccheggio.

Mi hanno dato un piccolo grado, ‘filibustiere di primo ordine’ che non ho idea di cosa comporti.

Sono l’unica donna su questa nave.
Il mio sostegno psichico e morale l’hanno fatto scendere a terra quando ci siamo fermati al porto del ‘promontorio dei sogni’, l’ultima volta.
Adesso è dura.
Non so proprio come farò.
Dovrò affidarmi completamente al mio capitano.
Ma non mi basterà.

Se volete venire a salvarmi, dovrete avere delle gran palle e coraggio da leoni.
Altrimenti non ci provate neanche ad avvicinarvi alla nave.
L’illusione di essere salvati da qualcuno che nn lo farà mai, è cosa peggiore della realtà.

” Dovunque vorremo andare andremo. Una nave è questo in realtà, non è solo una chiglia, uno scafo e un ponte o delle vele, si una nave è fatta così, ma ciò che una nave è, ciò che la Perla Nera è in realtà…E’ libertà!”
(I pirati dei Caraibi)

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Caro chirurgo, ti voglio bene.

Le tecniche chirurgiche non sono più come cinquant’anni fa.
Adesso si opera a ‘tappe’.
In fin dei conti è un po’ come giocare con Carlo Conti su Rai Uno: se sbagli si dimezza il premio.
Qui si dimezzano i pezzi di me.
Che il plotone da combattimento sia chiamato a raccolta.
Ho bisogno di voi la prossima settimana.
Caro chirurgo, ti voglio bene.
(No, penso tu sia un grande uomo sul serio. Hai anche un bellissimo nome. Ma se decidessi di smettere di tagliare, sarei un po’ più felice).

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Domani è il mio giorno.

Domani è il mio giorno.
Quello delle risposte.
Sarebbe meglio se domani restassi a letto e non mi alzassi proprio… Ma non si può.
Fanculo, va.

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Casa dolce casa…

Sono a casa.
Si, ormai da un giorno e mezzo.
Da che non mi muovevo distesa su un letto all’ospedale, a passare quasi tutto il pomeriggio del sabato e della domenica seduta su una sedia!!!
Ma che roba! La casa fa miracoli…!!!
Altro che medicine…
La ‘casa’ e lasciatemi aggiungere gli ‘amici’ e i ‘parenti’ (si quelli che di solito ti rompono le scatole per Natale e Pasqua!) sono un anestetico del dolore e scacciapensieri formidabile!

Oggi (lunedi 10 dicembre) devo tornare all’ospedale per la medicazione (che paranoia! Stavo così bene a letto al calduccio, con la musica nelle orecchie e l’Ipad per guardare tutti i film che mi sono persa nell’ultimo millennio di vita…!).
Cmq!
Fino all’ultimo minuto me ne sto a letto.
Mi fa molto piacere se mi venite a trovare. Chiunque ne abbia voglia.
Perché, anche se mi stanca molto, fa passare il tempo più velocemente e il tempo aiuta a guarire da tutte le ferite del mondo.
Per cui… Basta solo avvertirmi, così mi organizzo per trovare il modo di dedicarmi solo a voi!

(Sono felice, molto felice… Vi rendete conto del culo che ho avuto? Mi hanno operato a dicembre!!! Quale mese migliore potevo desiderare per prendermi una bella vacanza? O mamma! Questa cosa mi fa impazzire!!! Appena sto meglio esco e vado a comprare tutti i regali di Natale con calma e negli orari in cui tutti sono a lavoro… Godiamoci la vita!
Tutto serve a qualcosa. L’importante è capire perchè è successo, a cosa serve che sia successo e come mai è successo in questo momento.)
Buona giornata!!!
🙂

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Ho conosciuto tante donne straordinarie.

Ho conosciuto tante donne straordinarie.
Partiamo dal presupposto che io ho una valida teoria per la quale in alcuni casi (come il mio) ci si ammala di tumore.
Quando sono arrivata in questo reparto, a Careggi, mi sentivo estranea.
A primo impatto non vedevo niente che potesse avvicinarmi neanche per un solo secondo alle donne che vedevo nei letti vicini al mio.
Ma poi ho capito.
Ho capito.
Tutte queste donne sono straordinarie.
Portano con sé il peso della vita e di quello di un certo numero di persone a loro vicine, per le quali si assumono inconsciamente grandissime responsabilità.
Sono Donne con la D maiuscola.
Hanno storie difficili, vissute con una profondità d’animo che sbalordisce.
Tutte queste donne si sono ammalate di tumore al seno.
Tutte la stessa tipologia di male.
E ognuna di loro ha alle sue spalle una storia enorme da raccontare.
Sorridono tutte.
Questo non è il posto per piangere. Qua si lotta, si sopravvive, si superano gli aspetti estetici, si muore donne esteriormente e si rinasce donne interiormente.
Ognuna delle donne che ho incontrato ha qualcosa di invidiabile.
Entrano sconfitte, ma escono vincenti. La loro bellezza sta nella loro anima.
È una gran fortuna essermi accorta di questo durante il mio soggiorno in questo reparto.
Un reparto di Donne straordinarie.

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I miei amuleti

Stare in ospedale è impegnativo.
Mi son portata 3 libri, 2 film, un lettore mp3, l’iPhone, un quaderno per disegnare… e volete sapere cosa ho fatto oggi?
Tante tante tante, passeggiatine.
Si rinizia da zero e si ricomincia pian piano a conquistare le tappe che ti separano dalla tua solita ‘normalità’.
E anche riuscire a percorrere i tre metri che ti dividono dal bagno con le tue gambe, senza svenire a metà strada, è una grande conquista.
Sono svenuta in media tre volte al giorno fino a ieri (mercoledì 5 dicembre, tre giorni dopo l’operazione).
Emoglobina sotto i piedi.
Incredulità dei medici per una reazione fisica del genere a un intervento non così esagerato, come quello che ho subito io.
Ogni cosa che ho portato con me qui al letto numero 3 del padiglione 8b delle cliniche chirurgiche, è un piccolo amuleto.

Ecco i libri:
‘Hack! Come io vedo il mondo.’ di Margherita Hack, Barbera Editore.
L’ho comprato per me, perché trovo affascinante scoprire la vita di personaggi che non hanno mai guardato la vita nella sua estetica o superstizione, ma solo per la realtà dei fatti.

‘9 algoritmi che hanno cambiato il futuro’ di John Mac Cormick, Apogeo.
Mi ha interessato subito per l’aspetto da nerd del web che mi lanciava questo libro quando l’ho visto in libreria a Milano. L’ho voluto e l’ho fatto mio.

‘Ebano’ di Ryszard Kapuscinski, Universale Economica Feltrinelli.
Questo libro me lo hanno regalato per caso, pochi giorni prima dell’intervento. La sua funzione di amuleto è diventata fortissima.

Ecco i film:
‘The Social Network’ sulla storia di Mark Zuckerberg
Mi affascinano le storie semplici, con personaggi che coltivano le loro passioni che diventano sogni reali.
La storia di Zuckerberg mi affascina molto.

‘7 days in Havana’ questo film fu consigliato in rete da una persona molto appassionata di cinema e non mi sono persa l’occasione di scaricarmelo e guardarlo.
Concordo sul fatto che è molto bello.

Il lettore mp3 è una bella storia.
Quando ho saputo che dovevo andare in ospedale ho pensato che avrei dovuto avere un lettore mp3 per ascoltare la musica. Ho parlato di questa cosa con alcune persone che avevo vicino e una di queste mi ha stupito.
Mi ha trovato un lettore mp3 in prestito, pieno di musica. 8 giga!!! Ho passato tutta la notte dopo l’operazione a drogarmi di musica nel tentativo di confondere il mio cervello che fosse quello l’anestetico che non mi faceva sentire il dolore. Ha funzionato.

L’iPhone.
Capitolo a parte.
La mia connessione con il mondo.
La linfa che mi ha aiutato a tenere su il morale per tutto il tempo.
È qua che ho salvato i film, e un po’ di musica, con il quale mi connetto alla rete, su Facebook, al blog e riesco ad aggiornare i miei mille profili e comunicare con le tante persone che mi hanno sostenuto in questo periodo.

Il quaderno per gli schizzi.
Disegni immaginati che mi riportano a sensazioni belle.
🙂

Vorrei avere il tempo di usare tutto quello che ho portato con me in ospedale, ma per fortuna me ne andrò prima di aver letto tutti e tre i lbri o di aver ascoltato tutti gli 8 giga di musica.
A questi oggetti ho voluto dare un significato particolare che mi ha aiutato in questa situazione.
Significati legati a ricordi, a persone, ad affetti.
E chi ne è protagonista non può non riconoscersi nelle loro descrizioni.

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Mi fa male un occhio!

Sotto i ferri dalle 12 alle 20.
Non sono ancora in grado di scrivere niente perché sono ancora rincoglionita.
Domani vi dirò tutto.
Buonanotte.

Ps. La poppa? Ora c’è, poi non c’è, e più c’è DINUOVO!!!
Tutto ok.
Tranne che…
MI FA MALE UN OCCHIO!!!!!

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Plotone fuocooooo!!!!

Plotone vi lascio.
Ancora non sono in sala, ma a nel giro di due ore sarò sotto i ferri taglienti del chirurgo.
Adesso fatemi fare un po’ di training.
Vi dico grazie, grazie tante a tutti per il supporto che mi avete dato.
Non fatevi distrarre.
Sparate a più non posso.
Pensatemi intensamente.
Quando mi sveglierò saprete che la guerra è finita.
PLOTONEEEEEEE FUOCOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!

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Per oggi seguitemi qui

Ragazzi nn c’è la farò a postare in mille posti oggi per cui vi chiedo la cortesia di seguirmi qui:
http://www.facebook.com/cecilia.lascialfari
Sono già in ospedale a breve vado sotto i ferri!

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