Storie da ospedale che fanno ridere a crepapelle

Ogni volta che mi capita di andare in ospedale, incontro qualche personaggio particolare.
Gli anestesisti hanno un loro “che”. Non gli daresti credito nemmeno se ti pagassero
Gli infermieri sono molto spesso di una dolcezza infinita e divertentissimi. A volte cafonissimi ( più con gli stranieri che con me).
I Dottori spesso rasentano l’umanità.
Il che è tutto dire.

Ho conosciuto tante donne straordinarie.

Ho conosciuto tante donne straordinarie.
Partiamo dal presupposto che io ho una valida teoria per la quale in alcuni casi (come il mio) ci si ammala di tumore.
Quando sono arrivata in questo reparto, a Careggi, mi sentivo estranea.
A primo impatto non vedevo niente che potesse avvicinarmi neanche per un solo secondo alle donne che vedevo nei letti vicini al mio.
Ma poi ho capito.
Ho capito.
Tutte queste donne sono straordinarie.
Portano con sé il peso della vita e di quello di un certo numero di persone a loro vicine, per le quali si assumono inconsciamente grandissime responsabilità.
Sono Donne con la D maiuscola.
Hanno storie difficili, vissute con una profondità d’animo che sbalordisce.
Tutte queste donne si sono ammalate di tumore al seno.
Tutte la stessa tipologia di male.
E ognuna di loro ha alle sue spalle una storia enorme da raccontare.
Sorridono tutte.
Questo non è il posto per piangere. Qua si lotta, si sopravvive, si superano gli aspetti estetici, si muore donne esteriormente e si rinasce donne interiormente.
Ognuna delle donne che ho incontrato ha qualcosa di invidiabile.
Entrano sconfitte, ma escono vincenti. La loro bellezza sta nella loro anima.
È una gran fortuna essermi accorta di questo durante il mio soggiorno in questo reparto.
Un reparto di Donne straordinarie.

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Mi fa male un occhio!

Sotto i ferri dalle 12 alle 20.
Non sono ancora in grado di scrivere niente perché sono ancora rincoglionita.
Domani vi dirò tutto.
Buonanotte.

Ps. La poppa? Ora c’è, poi non c’è, e più c’è DINUOVO!!!
Tutto ok.
Tranne che…
MI FA MALE UN OCCHIO!!!!!

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Mamma esistono i geni della lampada che esprimono i desideri?

‘Mamma esistono i geni della lampada che esprimono i desideri?’
‘Si amore, esistono.’
‘E dove si trovano?’
‘Nelle lanterne magiche.’
‘E dove si comprano?’
‘Non si comprano, si trovano nei mercatini dell’usato, ma bisogna cercare bene bene bene…’
‘Ok allora ne voglio ordinare due!’
‘Amore, non si possono ordinare, mica sono pizze!’
‘Ok allora andiamo a cercarle al prossimo mercatino dell’usato.’
🙂
‘Ok, così mi piaci, piccolino.’

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Pensavo di essere malata, invece ero solo viva

Mi hanno fatto talmente tanto lavaggio del cervello, che anche la cosa più banale, mi fa andare nei pazzi.

A 36 anni sono andata al pronto soccorso per farmi dire dalla ginecologa di turno:

“Signora, lei non ha è un’emorragia. Queste sono mestruazioni. Le sono soltanto venute con 4 giorni di anticipo.”

O mamma. Calmiamoci. Calmiamoci e riprendiamo fiato.
Respiriamo profondamente.
Anzi di più.

Sono viva.
Forse più viva di quanto tutti loro, (i medici, ma anche io) pensano.

E poi diciamocelo.
Le figure di merda, sono il mio forte.
Sempre stato così.
Ridiamoci su.
Almeno questo… si può fare!!!

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Liscia liscia come il culo di un bambino

Quando ti devi preparare a un intervento chirurgico, sia un parto o un’operazione chirurgica, ti devi depilare.

DEPILARE = parola stra-comunemente usata per pubblicizzare creme o strisce depilatorie (per l’appunto) a tutte le ore del giorno e della notte.

Se si è donne, sulla trentina, bene o male si conoscono già tutti i trucchi del mestiere.

Ma se si è uomini di qualunque età, un bel corso non farebbe male… (ho aiutato a depilarsi, una persona a me molto cara e quando è arrivato in ospedale, le infermiere gli hanno addirittura fatto i complimenti!!!)

Nella mia famiglia non ci sono mai stati grandi peli.
Dalla parte della mia genitrice, non hanno mai fatto uso di nessun tipo di creme o macchinette per la depilazione.
Mia madre e le mie zie non si sono MAI depilate. MAI.
Perché????
Perché NON AVEVANO PELI.
Ma neanche adesso!!!
Che invidia ragazzi…

Dalla parte maschile, invece non potevo certo ricevere un supporto alla depilazione. Tranne che imparare ad usare il rasoio per farmi la barba. (non mi è mai servito per fortuna!)

Mi sono trovata a sedici anni (forse anche più) con il grandissimo desiderio di depilarmi ma senza sapere come fare (se lo chiedi oggi a una sedicenne, di sicuro ti apre youtube e ti schiaffa lì un video tutorial con tutte le tecniche più aggiornate!).
Questo non era però il mio caso.
Penso di essere arrivata a 19
anni senza MAI togliermi un pelo.

Poi, un bel giorno, conobbi una ragazza.
Era sempre bellissima e le sue gambe sempre lisce.
Avevo da poco comprato il ‘silkepil’ (ahhhh!!! mamma mia ve lo ricordate che incubo?!??!?) e ogni volta la ricrescita era allucinante.
Tutti i peli sotto pelle.

Avoglia te, a darci sotto con la carta ruvida, da carrozziere!!!
(si vabbè, quella fine…)

Comunque sia io gambe come la mia amica non le avevo mai avute.
Le chiesi cosa usava. Lei mi guardò stralunata e solo qualche minuto dopo mi rispose che usava la crema e bla bla bla…

La crema. Che roba.
Ero impazzita con quel silkepil del cazzo e lei usava la crema per gambe lisce e perfette.
Mh.

Tempo più tardi mi sono imbattuta anche in uomini che usavano la crema.
Non per i peli delle gambe ma per farsi la barba (ahhhhhhhhh!!!!!).

Ma insomma torniamo a noi.
Grandi peli come dicevo non li ho.
Sempre sul biondiccio e poca roba.
Non ho cugini scimpanzé.
Per cui ogni volta che devo andare sotto i ferri ‘Via! Si rade tutto al suolo!’
Sono anche diventata ‘esperta in depilazione per gli ospedali’ (scema!).
E… alla fine è anche divertente.

Liscia liscia come il culo di un bambino!
Volete vedere? Via su ora sempre vedere… Ci penserò, magari a furia di far vedere divento ricca!

Ah! Giusto! Perché mi sono depilata?
La data del ricovero e dell’operazione si avvicina.
E prima di quella devo fare un piccolo intervento (vi ricordate la storia delle uova, e dei pezzetti di me da congelare, etc…? Ecco, quella roba li.)

Quindi auguratemi buona fortuna, intanto per giovedì.
Perché uscirò vincitrice da tutta questa storia.
🙂

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Una vecchina di 83 anni in rete.

Martedì 6 Novembre 2012 ore 02:08

Lunedì scorso, mentre ero all’ospedale e mi stavo riprendendo dallo strangolamento provocato dal mezzo di contrasto utilizzato per farmi la risonanza magnetica, ho avuto un divertentissimo colloquio con l’anestesista del momento (si, perchè a seconda del reparto in cui sei, hai un anestesista, a cui di solito non daresti nemmeno un soldo bucato, che ti fa schiantare dal ridere con le sue cazzate).

Mi ha raccontato la storia di sua madre, che si era ammalata di tumore al seno negli anni cinquanta.

“…e a quell’epoca, mica c’erano tutte le cure che ci sono oggi!”
(Ma meno male!!! mi son detta fra me e me…)

Lui, suo fratello e suo padre (3 maschi e una sola donna che li teneva tutti in riga!!!)
erano fuori dalla sala operatoria dell’ospedale in attesa che uscisse il chirurgo che stava operando la madre.
Appena terminato l’intervento il chirurgo si affacciò alla porta e disse loro:

“Non vi resta che pregare”
“Sant’ i’cccielo!!!” disse il babbo.

Andarono tutti nella cappella dell’ospedale a pregare, pregare, pregare, pregare e pregare…

Finalmente, la mattina successiva la madre si svegliò e tirarono tutti un sospiro di sollievo.

Ben presto la signora potè tornare a casa, al paesello dove vivevano e diventò un punto di riferimento per tutte le comari della zona.
Raccontava la sua esperienza a chi capitava.
Tutte le donne a cui veniva diagnosticato un tumore al seno si recavano da lei per ascoltare la sua storia e i suoi consigli.
Bè, la madre dell’anestesista è vissuta fino a 83 anni e a quanto mi diceva il Dottore, era vissuta più del chirurgo che la operò all’epoca, il che è tutto dire… (!!!)
Morì di una metastasi di quello stesso tumore a 83 anni suonati. (ma è possibile?)

Ecco dico io, ma una storia con una fine un pò più allegra non me la poteva raccontare???

Comunque sia, quell’anestesista di cui non ricordo il nome (per sua fortuna! Altrimenti lo scrivevo anche qui e addio privacy), mi ha fatto venire in mente un paragone strepitoso.

Così come sua madre era diventata un punto di riferimento per le comari del paese e si era messa in piazza negli anni cinquanta, io mi sono messa in rete, alla portata di tutti sessantadue anni dopo.
E vi dò un consiglio sincero.
Usatemi.
Sono la vostra comare del web.
Esperta in tumori al seno.

Love and Peace.
For ever.
Buonanotte.
🙂

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