Verginità, fertilità, infertilità, inverginità

Quanto conta essere vergini?
E quanto essere fertili?
Cari miei, una donna resta sempre donna, in ogni caso.
Dotemi tutto quello che vi pare, ma non avrete mai ragione.
No, no.

PLOTONE AAALTTT!!!

PLOTONEEEEEEE ALT!!!!
FERMARSIIIIII!!!!!

Ci dobbiamo accampare fino a nuovo ordine!
I piani di attacco sono stati modificati.

IL GENERALE ha deciso che il nemico deve essere ‘circoscritto’ prima di essere raso al suolo.
NON attaccheremo più dalla pianura, non distruggeremo più le montagne con la dinamite, ma ci saliremo sopra e attaccheremo in discesa e profondità.
Sono già state posizionate sul campo di battaglia, due colonne di carbone che indicheranno al GENERALE come guidare l’armata.

PER QUESTO MOTIVO ‘IL GENERALE HA CAMBIATO IL GIORNO DELL’ATTACCO AL NEMICO, SPOSTANDOLO DI UNA SETTIMANA (!!!).

Ci hanno appena comunicato che l’attacco definitivo si terrà il prossimo MERCOLEDI’ 28 NOVEMBRE. A partire dalle ore 7:30 tutti gli orari sono possibili.
Cercheremo di essere più precisi il giorno stesso dell’intervento.
Siamo in seconda posizione.

RESTATE CONNESSI!!!!!!

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RIFLETTI. E non smettere mai di reagire.

E’ strano quanto le parole riescano a influenzare le persone.
I medici hanno concentrato la mia attenzione, ormai da un mese e mezzo, sul fatto che sono “malata”.
Quindi, di protocollo ti spiegano tutte le seguenti cose che leggerete qua sotto.
Anche se non è detto che riguardino te, in tutto e per tutto.
Ma loro te le spiegano ugualmente, tutte, tutte, tuttissime e soprattutto tutte insieme.

E tu ti senti PROTAGONISTA, ASSOLUTO.

E cadi in un baratro profondissimo, sbattendo di qua e di là, senza renderti conto che per scendere, c’era anche la scaletta lì accanto e poco più in là c’erano anche due ascensori.
E che in realtà, all’ultimo piano ci sta solo il diavolo con le sue corna e il diavolo non l’ha mai visto nessuno.
E tu, magari, devi scendere solo di UNO scalino.

Quindi, cari medici, cazzo, a volte tenetevi qualcosa per voi.
O lasciate le vostre informazioni enciclopediche chiuse dentro i vostri libri tanto saggi.
Soprattutto se non è detto, che riguardi me in particolare.

Ecco la trafila di cose che ti sciorinano al primo colloquio o nei due o tre successivi:

TUMORE AL SENO= SE FAI QUELLO CHE TI DICIAMO NOI IN TUTTO E PER TUTTO, FORSE VIVI

PROTOCOLLO:
TUMORE AL SENO = OPERAZIONE (un quarto, metà, tre quarti, tutto il seno, o se vuoi anche tutti e due i seni insieme) + CHEMIOTERAPIA + ORMONI + UNA NUOVA CURA SPERIMENTALE  X CINQUE ANNI (più un miliardo e mezzo di visite da fare)

Ossia:
OPERAZIONE = UNA SETTIMANA  + UN MESE DI CONVALESCENZA (PROBABILMENTE)
CHEMIOTERAPIA = STERILITA’ (FORSE, NON E’ DETTO) + PERDITA DEI CAPELLI (FORSE, NON E’ DETTO) + NAUSEA (FORSE, NON E’ DETTO)
ORMONI = STERILITA’ (FORSE, NON E’ DETTO) + DISTURBI VARI (FORSE, NON E’ DETTO)
UNA NUOVA CURA SPERIMENTALE = DISTURBI VARI (FORSE, NON E’ DETTO)

SOLUZIONI POSSIBILI:
PERDITA DI CAPELLI = RICRESCERANNO
STERILITA‘ = CONSERVAZIONE DEL TESSUTO OVARICO + CONGELAMENTO DEGLI OVULI

Ossia:
CONSERVAZIONE DEL TESSUTO OVARICO = SI FA, SE VUOI, IN FASE DI OPERAZIONE (fico cosi’ mi risveglio con 50.ooo ferite da risarcire)
CONGELAMENTO DEGLI OVULI = NON PUOI STIMOLARE LE OVAIE PERCHE’ IL TUO TUMORE E’ “PROBABILMENTE” TROPPO BRUTTO. SE NON STIMOLI LE OVAIE FORSE, NON RIESCI A PRELEVARE ABBASTANZA OVULI, QUINDI E’ QUASI INUTILE

Soluzione al congelamento degli ovuli:
VAI IN UN CENTRO SPECIALIZZATO =PRELEVAMENTO DEGLI OVULI SENZA STIMOLAZIONE (10%-30% DI POSSIBILITA’ DI RIUSCITA. FICO.).

“Allora che vuole fare? Perchè può anche decidere di non fare niente e stare a vedere che succede,
MA, SAPPIA CHE, NOI L’AVEVAMO AVVERTITA. E poi diciamocelo, lei un figlio ce l’ha già. Che cerca? Pensi a guarire.”

Ok lo si fa. Si fa tutto.
Se ti dicono che stai per morire, si fa tutto.
E per fortuna non mi hanno detto che sto proprio per morire.
Mi hanno detto che da questo tipo di tumori ci si salva.
Bene.
Ci si salva come?
Con un pezzo di ciccia in meno.
E la sensibilità? Nessuno mi parla mai di sensibilità.
Bè di quante altre cose non mi parlano, (mi domando io)?
Il problema fondamentale è che ti fanno sentire malato da subito.
E questo non va bene.
Perchè peggiora solo le cose.
Esci dai colloqui con i medici, sempre demoralizzato e meno male che non ci sono ponti troppo vicino alle cliniche mediche, perchè la tentazione sarebbe quella di finirla lì.

Ma poi torni a casa, a lavoro e riprendi per un attimo in mano la tua vita.
E rifletti.
RIFLETTI.
NON MI SENTO COME DICONO LORO, i medici.
E per fortuna reagisci.
SI, PER FORTUNA REAGISCI.
E GLIELA TIRI IN CULO A TUTTI.
CON IL SORRISO E IL SARCASMO.

NON SMETTERE MAI DI REAGIRE.

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Taaaaaanta roba la prima tappa!

Domani siamo solo alla prima tappa.
Ma è già tanta roba.
🙂

Posizione: Milano-Monza

Obiettivo: Conservazione di un pezzo di me

Macchinari: Congelatori. Tutti attivi.

Dottore: a primo impatto ‘un grande uomo’. Se è anche strepitosamente bravo, ve lo dico domani.

Coccodè!
Ops… Mi è scappato…(!!!)

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Liscia liscia come il culo di un bambino

Quando ti devi preparare a un intervento chirurgico, sia un parto o un’operazione chirurgica, ti devi depilare.

DEPILARE = parola stra-comunemente usata per pubblicizzare creme o strisce depilatorie (per l’appunto) a tutte le ore del giorno e della notte.

Se si è donne, sulla trentina, bene o male si conoscono già tutti i trucchi del mestiere.

Ma se si è uomini di qualunque età, un bel corso non farebbe male… (ho aiutato a depilarsi, una persona a me molto cara e quando è arrivato in ospedale, le infermiere gli hanno addirittura fatto i complimenti!!!)

Nella mia famiglia non ci sono mai stati grandi peli.
Dalla parte della mia genitrice, non hanno mai fatto uso di nessun tipo di creme o macchinette per la depilazione.
Mia madre e le mie zie non si sono MAI depilate. MAI.
Perché????
Perché NON AVEVANO PELI.
Ma neanche adesso!!!
Che invidia ragazzi…

Dalla parte maschile, invece non potevo certo ricevere un supporto alla depilazione. Tranne che imparare ad usare il rasoio per farmi la barba. (non mi è mai servito per fortuna!)

Mi sono trovata a sedici anni (forse anche più) con il grandissimo desiderio di depilarmi ma senza sapere come fare (se lo chiedi oggi a una sedicenne, di sicuro ti apre youtube e ti schiaffa lì un video tutorial con tutte le tecniche più aggiornate!).
Questo non era però il mio caso.
Penso di essere arrivata a 19
anni senza MAI togliermi un pelo.

Poi, un bel giorno, conobbi una ragazza.
Era sempre bellissima e le sue gambe sempre lisce.
Avevo da poco comprato il ‘silkepil’ (ahhhh!!! mamma mia ve lo ricordate che incubo?!??!?) e ogni volta la ricrescita era allucinante.
Tutti i peli sotto pelle.

Avoglia te, a darci sotto con la carta ruvida, da carrozziere!!!
(si vabbè, quella fine…)

Comunque sia io gambe come la mia amica non le avevo mai avute.
Le chiesi cosa usava. Lei mi guardò stralunata e solo qualche minuto dopo mi rispose che usava la crema e bla bla bla…

La crema. Che roba.
Ero impazzita con quel silkepil del cazzo e lei usava la crema per gambe lisce e perfette.
Mh.

Tempo più tardi mi sono imbattuta anche in uomini che usavano la crema.
Non per i peli delle gambe ma per farsi la barba (ahhhhhhhhh!!!!!).

Ma insomma torniamo a noi.
Grandi peli come dicevo non li ho.
Sempre sul biondiccio e poca roba.
Non ho cugini scimpanzé.
Per cui ogni volta che devo andare sotto i ferri ‘Via! Si rade tutto al suolo!’
Sono anche diventata ‘esperta in depilazione per gli ospedali’ (scema!).
E… alla fine è anche divertente.

Liscia liscia come il culo di un bambino!
Volete vedere? Via su ora sempre vedere… Ci penserò, magari a furia di far vedere divento ricca!

Ah! Giusto! Perché mi sono depilata?
La data del ricovero e dell’operazione si avvicina.
E prima di quella devo fare un piccolo intervento (vi ricordate la storia delle uova, e dei pezzetti di me da congelare, etc…? Ecco, quella roba li.)

Quindi auguratemi buona fortuna, intanto per giovedì.
Perché uscirò vincitrice da tutta questa storia.
🙂

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Io dico che congelo. Congelo tutto. Anche la mia anima. Speriamo solo e speriamo vivamente, che non vada mai via la luce…

4 Novembre 2012 ore 3:44

Quando sei ragazzina, la cosa che preme di più a tutte le persone che ti sono intorno (parenti, fidanzati, amici) è sapere se sei o non sei più vergine.

“Mh… Ma che gliene fregherà mai a tutti quanti?”

Comunque sia, vieni su con un grande orgoglio per la tua verginità.

“Sono vergine, sono vergine, sono vergine…”

Poi succede il fattaccio e… ops!

“Ciao a tutti, sono una donna nuova!” (con orrore, timore e paura infinita da parte dei genitori)

E si passa nella fase della vita in cui ci sono i fidanzati.

“Ahhhhhh!!!! MI raccomando! Stai attenta a non rimanere incinta!!! Usa il preservativo! Stai attenta a non prendere malattie!!!”

Si gioca a cercarli, cambiarli e a mostrare tutto il meglio di noi stessi (chi se ne frega dei genitori!).

E finalmente arriva il marito.
E con il marito si affrontano nuovi passi.

“Lo facciamo o non lo facciamo un figlio? Si o no? Si o no? Dai si prova?”
“Ma si via facciamolo! Vediamo cosa succede!”

Eccoci, ci siamo.
Siamo saltati dall’importanza della verginità all’importanza della fertilità.
In età adulta non gliene frega più niente a nessuno quando o come tu abbia perso la tua verginità.
Adesso tutti vogliono sapere e scoprire quanta fertilità c’è in te (o in tuo marito, ma di solito la si cerca sempre più nelle donne).

“Sono fertile! Sono fertile! Sono incinta, vedrai che se non ero fertile, non restavo incinta…”

Nasce un bambino.
Che bellezza, dare la vita a qualcuno!
Ora tutti stanno ad osservare quanto tu sia capace di fare la mamma.
In tutto questo rientra anche l’essere in grado di allattare e dare nutrimento al proprio figlio.
E giù con i consigli… (sinceramente vorresti sparare a tutti, ma ti trattieni, solo per carineria)

Poi, poi, poi, non si sa perchè, non riesce a nascere un secondo bambino.

“E’ colpa tua!”
“No è colpa tua!”
“No, tua!”

E giù con i sensi di colpa.
La crisi inizia a farsi sentire, sempre più provocatoriamente.

Visto che i problemi della vita non bastano mai e non finiscono mai, ci si mette nel mezzo anche la malattia.
Una pesante malattia, che colpisce la donna.
Bene.
Per guarire da questa malattia bisogna rinunciare.

“Rinunciare? A cosa???”

Bisogna permettere ai medici di uccidere tutto ciò che c’è di vivo dentro di te.
Di uccidere tutte le famose cellule maligne che “forse” se ne sono andate a giro per l’organismo.
“Forse”.
In realtà non si sa.
Potrebbero anche non essere andate a giro.
Ma la medicina ancora non riesce a prevedere il futuro.
A questo livello non è ancora arrivata.
Fanculo.

“Insomma, ma in poche parole che devo fare?”

Lasciare che la medicina abbia il sopravvento su di te, senza discutere.

“In fin dei conti un figlio ce l’hai già. Ma che pretendi dalla vita? Ora ti devi curare. E non devi pensare ad altro.”
(peccato che mi abbiano fatto questo discorso in due, due dottori, ed entrambi mi abbiano preventivamente detto di avere 3 figli)

“Io non devo pensare ad altro? O siete voi che volete che io non pensi ad altro, in modo da far girare l’economia delle aziende farmaceutiche e continuare ad avere stipendi oltre il pensabile? Inoltre, quanto cazzo di percentuale avete di salvarmi veramente la vita? O le vostre statistiche dicono solo che seguendo una certa terapia, FORSE, ne esco viva? Ditemi, “VIVA” è la parola giusta???”

Bene, torniamo in noi.
Perchè noi siamo esseri umani, deboli di fronte alla medicina, e succubi dei medici che ci dicono di fare questo o fare quest’altra cosa.
Allora, qui bisogna rinunciare alla propria fertilità.
Ma come, si passa volutamente a una nuova fase della vita, dove non esistono più le parole verginità e fertilità?
Non sono d’accordo. Per niente.

E allora che si fa?
Mentre ci si pensa, si congela tutto.

“L’invenzione della macchina frigorifera, è avvenuta ed è stata brevettata nel 1851 dall’americano John Gorrie e poi nel 1915 da Albert Einstein, successivamente perfezionata dal tedesco Windhausen, dall’inglese Reece e dal francese Tellier.” (fonte, Wikipedia)

Grazie signori Gorrie, Einstein, Windhausen, Reece, Tellier.
Vi ringrazio infinitamente.
Se riuscirò ad avere un altro figlio cercherò di dargli almeno uno dei vostri nomi tanto illustri.

Ebbene, si.
La decisione è se congelare o non congelare parte della mia vita, sperando di avere un nuovo futuro di mamma.
Bè, voi che fareste se vi dessero anche solo una piccola possibilità di procreare, senza possedere più il dono della fertilità?
Io dico che congelo.
Congelo tutto.
Anche la mia anima.
Così fra qualche anno me la ritrovo più giovane.

Speriamo solo, e speriamo vivamente, che non vada mai via la luce…
Fanculo mondo.

Ghiacciaia

Ghiacciaia

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